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La lunga e affascinante storia della Valle di Scalve
Notizie, curiosità, aneddoti, documenti storici e foto inedite sulla Valle di Scalve
a cura di Anselmo Agoni

Introduzione Carceri di Vilminore Il problema dei lupi! Una vena d'oro al Gleno

Gli anni d'oro del turismo in Valle di Scalve

Società Operaia di Mutuo Soccorso Scalvino
Un cabreo della valle "Desiderata"
 

 Ritrovamento di una vena d'oro e d'argento sul Monte Gleno

I seguenti documenti, depositati presso l'Archivio di Stato di Bergamo, riguardano la presunta scoperta di un giacimento d'oro e d'argento da parte di due personaggi: Giò Batta Boniata e Giò Silli di Vilminore, i quali essendo detenuti presso le carceri milanesi nell'anno 1912, probabilmente per essere scarcerati, dichiararono di aver rinvenuto "nell'anno antecedente una vena di sasso color turchino tra i dirupi del monte Gleno sopra la cosidetta Scala di Sollegate nella Valle degli Scalfi in codesto dipartimento, e di aver il Silli da scheggie del medesimo sasso ricavato coll'uso del fuoco una quantità di oro e argento".
Da qui il prefetto del dipartimento del Serio, veniva incaricato dal ministro dell'interno dell'allora Regno d'Italia di fargli avere dei campioni di questo minerale per valutare se fosse conveniente il suo sfruttamento.
Oltre alla fervida fantasia di questi due detenuti emerge un dato secondo me interessante, e cioè il nome dato alla valle "Valle degli Scalfi" che sarebbe a dimostrare la derivazione di Valle di Scalve da Valle degli Scavi, per via delle sue numerose miniere; così come Schilpario, in dialetto Sculper, deriverebbe dal latino Sculpere cioè scavare e non da Schirpa come molti sostengono.

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