LE PIANTE MEDICINALI DELLA VAL DI SCALVE
di Imerio Prudenzi e Manfredo Bendotti (detto Mago)

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Introduzione

La conoscenza e l'uso delle piante medicinali sono antichi quanto l'uomo che da sempre si è servito di esse per prevenire e curare i propri mali.
Infatti, il nostro antico progenitore, all'inizio raccoglitore di erbe, frutti, bacche come unico nutrimento, presto, grazie al suo istinto, all'esperienza quotidiana e all'osservazione del comportamento animale, si accorse che oltre a soddisfare il suo senso di sazietà, esse davano anche un beneficio, un sollievo, una sensazione di benessere.
Documenti che risalgono a vari millenni orsono, ci tramandano preziose notizie sull'uso di piante ed erbe a scopo terapeutico.
I primi maestri sono stati i cinesi, gli egiziani, i fenici e gli assiri per passare poi ai greci e ai latini che ci hanno lasciato veri e propri trattati di botanica ed erboristeria, usati fino a tutto il Medio Evo (De Materia Medica di Dioscoride, Historia naturalis di Plinio).
La Scuola Salernitana creatrice, nel XII secolo, del primo "Ortus Salutaris" e i monaci, soprattutto benedettini, fondatori di veri e propri orti botanici, favorirono lo sviluppo della "medicina dei semplici".
Le grandi scoperte geografiche, a partire dal XVI secolo, ampliarono il commercio dei prodotti erboristici che assunsero grande importanza fino alla fine dell'ottocento.
Nel secolo scorso il progresso della ricerca scientifica e la disponibilità di apparecchiature di analisi moderne e sofisticate hanno portato alla scoperta di farmaci molto validi, che hanno messo in disparte le erbe e la fitoterapia.
Negli ultimi anni, però, si va sempre più diffondendo la richiesta di prodotti fitoterapici, a causa sia della crescente affermazione del "naturale" sia dell'aumento del livello culturale medio del consumatore sempre più attento ed esigente per quanto riguarda la propria salute; perfettamente consapevole che specie nel caso delle piccole patologie, dove non è richiesta un'azione drastica, il farmaco risulta inadeguato in quanto troppo potente e non privo di effetti collaterali indesiderati nel caso la sua assunzione si protragga per lunghi periodi.
In questo lavoro, che va ad arricchire quelli realizzati in precedenza (91 legni della Valle di Scalve, I fiori della Val di Scalve, I funghi della Val di Scalve, ecc...), si sono volute riassumere le conoscenze passate e moderne sull'uso medicinale di circa cento piante presenti in un territorio, la Val di Scalve, fra i più ricchi e preziosi.
Un patrimonio di consuetudini e pratiche fitoterapiche della nostra tradizione che non è solo un dovere culturale di riscoprire e di salvaguardare, ma che dà anche l'opportunità di ristabilire un contatto pratico e salutare con rimedi naturali che per centinaia e centinaia di anni hanno costituito la più importante fonte, se non l'unica, di principi medicamentosi che l'umanità abbia potuto utilizzare.
Le indicazioni terapeutiche delle piante trattate sono da considerarsi a carattere puramente divulgativo e non hanno assolutamente la pretesa di diagnosticare, trattare, curare o prevenire alcuna malattia o disturbo, competenza assoluta del medico.