Clicca

PERCORSI E VISITE CONSIGLIATE PER CONOSCERE LA VALLE DI SCALVE
a cura di Maurilio Grassi

Introduzione

Le alluvioni hanno una storia antica
L'antica piana di fondovalle
La frana "Pasquai"
Mi piego …e a volte mi spezzo
Libri di pietra
L'ingegneria naturalistica avanza
Anche il ghiaccio ha fatto la sua parte
L'architettura delle montagne
Del ferro e del fuoco
La storia del pianeta registrata nella pietra
Il ciclo dell'acqua
Il suolo sotto i piedi
Riserva Boschi del Giovetto

Del ferro e del fuoco (10)

Cristalli di pirite e filoni di porfiriti.

In questo tratto della strada affiora ancora la formazione del Calcare di Prezzo. La parete rocciosa posta a monte della strada è stata utilizzata, in passato, come cava perché era possibile ricavare dei blocchi di pietra di forma regolare. I blocchi ricavati da questa cava sono stati utilizzati per costruire alcune case d'Azzone.
Osservando attentamente gli starti di calcare, in corrispondenza della parete di cava, si possono notare dei piccoli cristalli di pirite di colore giallo oro; questo minerale è presente in cristalli in forma cubica, con il lato di circa 1 millimetro.
Sulla roccia si vedono anche delle macchie di ruggine prodotte dall'alterazione della pirite: il ferro contenuto nel minerale si è combinato con l'ossigeno dell'aria, formando ossido di ferro (ruggine). (Foto 25) (Foto 26)

In valle di Scalve si trovano molte miniere di ferro sfruttate dall'antichità fino al 1972. In questi giacimenti è presente della pirite, ma il minerale principale è la siderite (carbonato di ferro - FeCO3), che ha un tenore di ferro del 48%. 
Oltre al Calcare di Prezzo, in questo punto, si osservano anche altre rocce, di spetto e d'origine completamente diversi. Al bordo della strada si trovano rocce di colore grigio-verde, disposte in livelli dello spessore compreso tra 30 e 80 cm. Sono porfiriti, rocce che derivano da magma, risalito lungo fratture dal profondo della crosta terrestre.
Via via che risaliva, il magma, si è raffreddato, fino a solidificarsi, formando dei filoni compresi tra gli strati calcarei. Siccome il raffreddamento è avvenuto in modo relativamente veloce, non tutto il magma è riuscito a cristallizzare. Il filone mostra, quindi, una tipica struttura porfirica, con cristalli immersi in una massa di fondo vetrosa. In queste porfiriti i cristalli, sono molto piccoli, con dimensioni inferiori a 1 mm, e questo indica che il raffreddamento è avvenuto velocemente. Osservando attentamente la roccia (meglio se si ha una lente d'ingrandimento) si possono distinguere i singoli cristalli: 
*  cristalli di quarzo, di colore grigio vetro
*  cristalli di plagioclasio di colore bianco latte 
*  cristalli d'anfibolo di colore nero
(Foto 27)

Glossario

programmazione: www.scalve.it