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PERCORSI E VISITE CONSIGLIATE PER CONOSCERE LA VALLE DI SCALVE
a cura di Maurilio Grassi

Progetto valorizzazione di aree particolari – anno 2001

Il piano di lavoro, in fase preliminare, intende valorizzare alcuni sentieri presenti in valle di Scalve che possono divenire degli utili strumenti didattici .

Comune di Azzone

I° itinerario

Il percorso proposto si sviluppa per un dislivello di circa 700 metri seguendo tratti di mulattiera intervallati da parti di sentiero. La partenza di questo percorso, che possiamo denominare “acqua e bosco” è ubicata sulla nuova strada che aggira il paese. Nel primo tratto del cammino, che risale la val Nena, è facilmente rilevabile la relazione fra acqua e vegetazione. Poco prima di giungere alla località “Le Some”, si attraversa una faggeta frammista con abete rosso e bianco di rara bellezza. La zona delle “Some” , caratterizzata da alcune costruzioni rurali, permette , oltre che lo studio della flora tipica della media montagna, anche l’avvicinamento con il mondo agricolo montano. Poco oltre, nella zona denominata “Negrino”, si possono osservare alcune sorgenti. Nella medesima località è ubicata la vasca di captazione dell’acquedotto del comune di Azzone. Proseguendo ci si immette in una tipica abetaia disetanea all’interno della quale, nei pressi di alcune zone umide, è osservabile la macchia di sottobosco di notevole interesse botanico. Superate alcune vallecole il bosco d’abete cede il posto al lariceto e, successivamente, all’ontaneto. Questa ultima parte di percorso si sviluppa all’interno della “Riserva Regionale Boschi del Giovetto” biotopo della formica rufa.Il tragitto termina sulla sommità del Costone, crinale spartiacque fra le provincie di Bergamo e Brescia. Alcune pozze d’acqua, presenti nella zona, hanno favorito l’inserimento della fauna anfibia fra cui emerge la presenza del tritone alpino.
Gli interventi previsti per fruire del percorso didattico sono: collocazione di una tabella illustrativa del tragitto, 5 o 6 cartelli esplicativi delle emergenze più significative, un punto di sosta didattico da collocarsi nei pressi della pozza del Costone. Sono,inoltre, da prevedere due interventi straordinari lungo il sentiero per agevolare il percorso in particolare nei pressi di due canali.

II° itinerario

Il “sentiero lungo” deve la sua denominazione al fatto che collegando attraverso i boschi, i comuni di Azzone e Schilpario,è fra i percorsi più lunghi presenti in Valle. Il nostro itinerario prevede la valorizzazione di parte di questo percorso, lungo complessivamente circa 10 chilometri. Esso raggiunge la quota massima di 1600 metri, coprendo quindi un dislivello di 600 metri e svolgendosi prevalentemente in piano lungo un sistema di mulattiere collegate da brevi sentieri. Il primo tratto è uun semplice percorso di collegamento fra il paese di Azzone e la località “Fienile del Colle” da dove parte effettivamente il nostro itinerario. L’intero versante, posto a nord,su cui si snoda il sentiero è interessato dal flusso migratorio dell’avifauna e, pertanto, sono visibili le strutture venatorie allestite in loco. Fra i numerosi “roccoli”che si possono osservare sul percorso, quello denominato “Clusorina” essendo ancora funzionante diviene oltre che osservatorio ornitologico anche strumento didattico. Altre strutture quali,ad esempio, le baite degli alpeggi, permettono una lettura architettonica e interpretativa della vita rurale tipicamente alpina realizzata anche con il coinvolgimento diretto dei mandriani presenti sul percorso. Inoltre questo itinerario attraversa varie tipologie forestali fra le quali emergono: il pascolo alpino, l’abetaia,la faggeta,il lariceto, il bosco di aceri montani. Tutto questo unito alla scoperta del ricco sottobosco, caratterizzato da piante officinali, consente uno studio delle importanti relazioni esistenti fra il mondo vegetale e animale, compreso l’uomo.
Gli interventi previsti per la valorizzazione dell’itinerario sono: collocazione della tabella illustrativa alla partenza nel comune di Azzone. Posizionamento di 7 cartelli esplicativi nelle aree di maggior interesse e sistemazione di un punto di sosta per la didattica al “fienile del Colle”. E’ da prevedere un intervento straordinario per ripristinare una parte del percorso distrutto da una frana.

Comune di Vilminore

I° itinerario

La partenza di questo percorso, circolare, è ubicata alla frazione Pianezza di Vilminore posta alla quota di 1265 metri. Il punto più elevato, i ruderi della diga del Gleno, situato a 1524 metri di quota, si raggiunge con un comodo , ma suggestivo, sentiero in parte scavato nella roccia.La salita si sviluppa sulla sinistra del torrente Povo, mentre la discesa si svolge sul sentiero in destra orografica del corso d’acqua. Oltre agli aspetti forestali rilevabili sul percorso in salita, degni di attenzione, emergono importanti aspetti geologici e antropici, riscontrabili anche nel tratto in discesa. L’elemento protagonista di questa zona resta comunque l’acqua sia nelle piccole nicchie ecologiche delle zone umide che nell’aspetto maestoso dei ruderi della diga. Lo sbarramento artificiale, crollato nel 1923, resta come unico esempio di crollo di diga nell’intera Europa divenendo meta di studio, oltre che di curiosità. Dell’antica opera restano solo tetri monconi e del grande bacino lacustre rimane un laghetto, ma notevoli sono le correlazioni, emergenti lungo il percorso del corso d’acqua, fra intervento umano e forza naturale. Lungo la via del ritorno, sulla destra orografica, sono visibili alcune delle innumerevoli “marmitte dei giganti”, testimoni di un’antica attività glaciale. Al termine del percorso sono visibili gli effetti dall’erosione causata dall’onda d’acqua seguita al crollo della diga. Nei pressi della frazione di Bueggio sono osservabili gli interventi di ingegneria naturalistica messi in atto per arginare il fenomeno erosivo innescatosi a seguito del crollo dello sbarramento.
Gli interventi per valorizzare l’area sono: collocazione di due bacheche nei pressi delle frazioni di Pianezza e Bueggio, una bacheca nei pressi dei ruderi della diga con relativa area didattica. E’ da prevedere un intervento straordinario di regimazione delle acque sorgive e meteoriche nel primo tratto di salita, poco sopra l’abitato di Pianezza.

II° itinerario

Questo percorso di carattere storico-faunistico parte dalla chiesetta di S. Carlo, alla periferia di Vilminore di Scalve e si svolge quasi esclusivamente su una vecchia mulattiera. Il tragitto copre un dislivello di 318 metri e unisce due luoghi di culto eretti in tempi remoti con finalità diverse: la chiesetta votiva di S. Carlo e l’Eremo di S: Giacomo. Percorrere, quindi, questa strada, oltre che scoprire gli aspetti faunistici, significa eseguire un percorso di carattere religioso di notevole interesse, unico nella zona. Lungo la salita è possibile soffermarsi in due punti in cui sono soliti pascolare,in primavera ed in autunno, dei caprioli. Altra fauna osservabile lungo il percorso sono lepri, volpi e scoiattoli oltre ad una variegata molteplicità di specie di uccelli. La località, identificata con il toponimo dialettale “Corne Strete”,è una nicchia ecologica che da sola rende interessante questo itinerario. Oltre alla struttura geologica che caratterizza questo stretto passaggio l’ambiente umido concorre a formare un substrato vegetale al cui interno sono osservabili specie di micro fauna tipici delle aree palustri. Altro luogo particolarmente suggestivo ed interessante è la località “Ponte del Gleno” in cui, oltre che scavalcare il torrente Povo, ospitava, anticamente, un mulino, scomparso con il crollo della sovrastante diga. Nella zona alcune piccole sorgenti consentono un primo approccio con il mondo acquatico e la fauna tipica delle zone umide. Lo spiazzo d’arrivo,collocato nei pressi dell’ eremo di S. Giacomo, è una sorta di pulpito da cui è possibile, oltre che un’osservazione ornitologica, ammirare il paesaggio circostante.
Gli interventi previsti per la valorizzazione del percorso consistono in una bacheca alla partenza 5 cartelli esplicativi e un’area didattica sulla sommità dello spiazzo di S. Giacomo. Sono da prevedere due interventi straordinari consistenti nella sistemazione dell’argine del ruscello adiacente alla strada di salita affinché le acque meteoriche non invadano la sede del tratturo. Una piccola frana obbliga ad una deviazione che, con un piccolo intervento di sistemazione può agevolare questo tratto del percorso.

Comune di Schilpario

I° itinerario

L’itinerario proposto si svolge interamente su un’ampia mulattiera coprendo un dislivello di circa 125 metri e chiudendosi ad anello. La partenza è ubicata nel parcheggio, adiacente alla SS. 294, sito nella frazione di Ronco, tipico borgo alpino dalla cui lettura architettonica è rilevabile il tema principale dell’escursione. Il senso di marcia consigliato si svolge in destra orografica, mentre il ritorno avviene sulla sinistra. Lungo il tragitto sono innumerevoli le testimonianze lasciate dall’attività umana. Ricoveri e recinti per animali, una fucina per la lavorazione dei metalli, una cava per macine da mulino, due forni d’arrostimento del minerale cavato nella zona. I numerosi resti di aie carbonili ed una cava di pietre per edilizia, unite alla ancora funzionante segheria, visitabile al termine del percorso, permettono di analizzare l’aspetto economico un tempo legato al corso d’acqua. Tutte queste lavorazioni, infatti, sono legate al corso del torrente Vò che fiancheggia l’intero itinerario. Inoltre la presenza, lungo il percorso, di un lungo di culto preistorico contribuisce a caricare di un senso mistico l’intero tragitto, permettendo di dilatare nel tempo lo studio antropico. La bellezza dell’itinerario è sottolineata dalla presenza in loco delle cascate del Vò, punto centrale del percorso, fra le più rinomate della Valle. La presenza di ampi spiazzi coperti di una variegata tipologia di muschi permette un’analisi delle zone umide legate non solo alla presenza di un torrente ma, anche, all’esposizione solare e alla conformazione pedologica dei fondi su cui insistono.
Gli interventi previsti per rendere fruibile l’area sono: collocazione di una teca illustrativa da posizionarsi alla partenza a Ronco. Cinque cartelli esplicativi e un’area didattica da allestire nei pressi della cascata del Vò. E’ inoltre indispensabile un intervento di recupero di parte della antica opera di canalizzazione, in pietra, della fucina. Utile è la ripulitura dei forni di torrefazione, fagocitati dal rigoglioso sottobosco che ne impedisce l’osservazione completa nei particolari costruttivi.

Comune di Colere

I° itinerario

Salendo dalla contrada Carbonera di Colere, in parte seguendo il tracciato delle piste di sci alpino e tratti di sentiero, si giunge nei pressi del rifugio Albani. Questo percorso di circa 1000 metri di dislivello, permette un approccio diretto con il mondo minerario e geologico di notevole interesse. Lungo il primo tratto, che serve quasi esclusivamente come avvicinamento a quello che è il “Sentiero geologico” vero e proprio, si possono scorgere alcuni aspetti legati alla natura delle rocce e all’aspetto podologico dei pendii. All’altezza della località denominata “La rata”, caratterizzata da un ghiaione, si entra in contatto con la vera preistoria della terra. Nella zona sono osservabili, nei massi presenti lungo il sentiero,varie tipologie di fossili di animali che, nel triassico, hanno vissuto in valle di Scalve. Proseguendo si entra nell’ex villaggio dei minatori e, successivamente, si possono ammirare i lavori di estrazione che fino a venti anni fa costituivano la fonte principale di lavoro per gli abitanti di Colere. L’intero percorso che si sviluppa nelle vicinanze del rifugio Albani, è una sorta di libro aperto sugli aspetti geologici e tettonici dell’intera vallata, leggibile con l’aiuto di adeguati supporti didattici. Lungo il tragitto è possibile sviluppare anche un altro tema importante: la botanica. Il percorso è costellato  di flora tipicamente alpina che, a seconda delle stagioni, permette una lettura e uno studio differenziato. Le vicissitudini geologiche delle Orobie, gruppo prealpino in cui è ubicata l’area in cui insiste il percorso proposto, hanno permesso la formazione di endemismi che rendono unico questo itinerario.
Per rendere fruibile questo percorso sono previsti i seguenti interventi: Collocazione di una bacheca all’inizio dell’itinerario, una decina di cartelli esplicativi posti lungo il percorso e la realizzazione di un’area didattica nei pressi della Cima Verde. E’ da prevedere un intervento straordinario lungo la pista di salita per consentire l’allacciamento del primo sentiero con il tratto terminale, interrotto a seguito di un movimento franoso causato dalle piogge .

A cura de "Il Cabreo"

programmazione: www.scalve.it