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PASSEGGIATE, ESCURSIONI E ARRAMPICATE

   

Arrampicata al Cimon della Bagozza

La passeggiata di Ortensia Bettineschi (1924)

La strada verde

Arrampicata parete nord della Presolana

Passeggiata al Passo di Belviso

Itinerari a cura de IL CABREO Cascate di ghiaccio
Passeggiata al Pizzo Tornello

Escursioni in Val di Lozio

Piccolo corso di topografia e orientamento
I rifugi della Valle di Scalve Nuove vie di arrampicata sulla Presolana I sentieri della Valle di Scalve

Topografia e orientamento
di Andrea Capitanio

Topografia
è la scienza della rappresentazione dei luoghi eseguita su carte topografiche. 
Orientamento
è l'insieme di conoscenze che permettono di individuare la propria posizione e di stabilire la direzione secondo cui dirigersi. Strumenti indispensabili: carta, bussola, altimetro. 
Struttura della carta topografica. 
La carta può essere una fotografia aerea del terreno, le distanze e le superfici reali quindi vengono ridotte sul disegno secondo un rapporto stabilito che prende il nome di scala. Tutte le carte topografiche hanno il nord in alto quindi chi guarda la carta si trova ad avere rappresentate sulla sinistra le zone ad ovest ed a destra quelle ad Est. 
Lo spazio compreso tra due punti cardinali si chiama quadrante: il primo quadrante è quello fra nord ed est, il secondo fra est e sud, il terzo fra sud e ovest, il quarto fra ovest e nord. (Figura 1)
E' importante ricordare che l'orientamento di versanti, pareti, creste, canaloni è sempre riferito alla loro esposizione. 
Ogni punto sulla terra è individuato dalle sue coordinate geografiche: longitudine e latitudine. La latitudine è la distanza di un punto dall'equatore, misurata sull'arco di meridiano ed espressa in gradi e frazione di grado: può essere nord o sud e variare da 0° a 90°. La longitudine, espressa anch'essa in gradi e frazione di grado, è la distanza del punto considerato da un meridiano, preso come fondamentale, e misurata sull'arco di parallelo. Il nord magnetico, indicato dalla bussola, differisce dal nord geografico (della carta) dell'angolo di declinazione magnetica, diverso da punto a punto della terra; questo angolo varia di anno in anno e sulle carte ne è riportato il valore riferito alla data di osservazione. In Europa il nord magnetico è a ovest di quello geografico e l'angolo di declinazione magnetica in Italia ha un valore variabile fra 1 e 2 gradi ed è praticamente trascurabile. 
Scala delle carte:
rapporto tra la distanza misurata sulla carta e la distanza reale misurata in proiezione orizzontale sul terreno tra due punti corrispondenti. Ad esempio scala 1:50.000 significa che una distanza misurata sulla carta corrisponde sul terreno ad una distanza 50.000 volte maggiore, si può quindi dire che 1 cm sulla carta= 50.000 cm sul terreno da cui 1 cm= 500 metri sul terreno; scala 1:25.000 = 1 cm sulla carta= 250 metri sul terreno. 
Carte topografiche esistenti: 
carte topografiche dell'Istituto Geografico Militare (IGM). Si suddividono in: fogli, in scala 1:100.000; quadranti, in scala 1:50.000; tavolette, in scala 1:25.000. I fogli 1:100.000 sono numerati progressivamente e si suddividono in 4 quadranti (I, II, II, IV) e in 16 tavolette come indicato in figura. (Figura 2)
Ogni tavoletta viene contraddistinta da un toponimo importante della zona, dal numero del foglio e dalla posizione nel foglio stesso (esempio Breno F 34 I° NO). Le tavolette riportano un reticolo chilometrico con quadrati di 1 km di lato, tale reticolo può essere sfruttato dall'alpinista per fornire le coordinate precise di un luogo. 
Carte Kompass 1:50.000 sono reperibili per molte zone alpine e risultano particolarmente utili all'alpinista in quanto riportano i sentieri segnati dal CAI. 
Rappresentazione del terreno:
per natura del terreno s'intendono le caratteristiche della superficie, che può essere rocciosa, a ghiacciaio, a nevaio, boscosa, a macereto, ecc; a margine delle carte è riportata la legenda con i segni convenzionali relativi. 
Le curve di livello o isoipse permettono la rappresentazione altimetrica del terreno e sono la proiezione sul piano orizzontale delle linee che uniscono i punti di uguale altezza per una serie definita di altezze. Su tutte le carte topografiche, fin dove la pendenza lo permette, i rilievi sono rappresentati con le curve di livello ( Figura 3). 
Sulle tavolette al 25.000 le curve di livello sono di tre specie: 
-Direttrici, tratto continuo e marcato con l'indicazione della quota (ogni 100 metri); 
-Intermedie, segnate a tratto continuo e sottile e corrispondenti all'equidistanza caratteristica della carta 25 metri; 
-Ausiliarie, segnate a tratteggio con equidistanza di 5 o 10 metri e utilizzate per descrivere zone a scarsa pendenza. 
La distanza orizzontale tra due punti sul terreno si ottiene misurando con un decimetro la distanza tra i punti corrispondenti sulla carta e riportandola sulla scala grafica per leggerne direttamente il valore. Quando tra i due punti considerati vi è una differenza di livello, la distanza reale è maggiore. Si immagini che lo schizzo rappresenti due punti A e B su una carta alla scala 1:25.000. Come si vede, la differenza di livello tra i due punti è di 375 metri, cioè 15 mm, nel primo caso, e di 1.125 metri, cioè 45 mm, nel secondo. La distanza planimetrica AB, corrispondente sulla carta a 64 mm, e quindi sul terreno a 1.600 metri, diviene, se misurata sul pendio (distanza reale dei due punti), 66 mm ca., corrispondenti a 1.650 metri, nel caso (a) e 78 mm ca., corrispondenti a 1.950 metri, nel caso (b). (Figura 4)

Gli strumenti per l'orientamento. 
Bussola. 
Nella bussola l'ago calamitato si dispone secondo le linee di flusso del campo magnetico terrestre. Poiché i poli magnetici, come abbiamo già accennato in precedenza, non coincidono con i poli geografici, ma si spostano nel tempo, e il campo magnetico non è uniforme, l'ago della bussola forma con il nord geografico una angolo detto di declinazione magnetica. La bussola non deve essere disturbata dalla vicinanza di oggetti ferrosi, che possono alterare anche in modo sostanziale la lettura; inoltre lo strumento per un corretto funzionamento deve essere tenuto il più possibile in piano. 
In commercio esistono diversi modelli di bussole che pur differendo nei materiali, impiegati per la loro costruzione, e nella forma vengono comunque definite bussole goniometriche. 
Un esempio di bussola goniometrica è quello mostrato in figura. ( Figura 5)
Queste bussole son caratterizzate da un cerchio graduato girevole, almeno un lato rettilineo, graduato in millimetri, collegato rigidamente ad un sistema di mira, uno specchio inclinato in modo da poter contemporaneamente traguardare un punto attraverso il mirino e vedere la posizione dell'ago. 
La bussola goniometrica permette le seguenti operazioni: 
-orientamento della carta. Disporre la bussola sulla carta in piano, ruotare carte e bussola insieme in modo da far coincidere la direzione dell'ago con la direzione nord sud della carta. Individuazione della posizione in base a due punti noti e visibili. Si mira con la bussola un punto noto girando il quadrante fino a che la punta nord dell'ago combacia con il nord megnetico del quadrante. Si pone poi la bussola sulla carta con il lato rettilineo passante per il punto mirato e si ruota la bussola intorno a tale punto, senza toccare il quadrante, fino a rendere la direzione nord sud del quadrante parallela alle coordinate nord sud della carta. Si traccia sulla carta una linea passante per il punto osservato e parallela al bordo della bussola. Si ripete l'operazione per il secondo punto. L'intersezione delle due linee tracciate indicherà il punto da cui si sta osservando. Quanto più l'angolo tra le due linee si avvicina a 90°, tanto più preciso è il risultato. 
-identificazione di un punto visibile sul terreno. L'operazione è uguale alla precedente, ma si traccia la linea sulla carta partendo dal punto stazione noto. La linea incontrerà sulla carta un ostacolo naturale che avrà l'aspetto del punto cercato. 
-ricerca della direzione di marcia. Questa è l'operazione più importante e necessaria nella pratica, quando non vi sia visibilità. Supposto noto il punto in cui ci si trova, si segna sulla carta la direzione di marcia ottimale. Si pone quindi la bussola sulla carta parallelamente all'asse di marcia; si ruota il quadrante girevole senza muovere la bussola fin quando le linee nord sud segnate sul quadrante risultano parallele alle coordinate nord sud della carta. Così facendo si determina l'angolo fra il nord e l'asse di marcia (AZIMUT) e se ne legge il valore sul quadrante. Lasciando il quadrante fisso sull'angolo che segna la direzione di marcia e servendosi dello specchio inclinato, si gira su se stessi fino a portare la punta nord dell'ago in corrispondenza del nord magnetico del quadrante. Fatto ciò si traguarda nel mirino per determinare la direzione di marcia. 
In alcuni casi particolari occorre preparare a tavolino uno schizzo del percorso da seguire; questo percorso va diviso in tanti tratti rettilinei che iniziano e finiscono con un punto caratteristico e ben definibile sul terreno. Per ogni tratto si rileva: l'azimut, la distanza, il dislivello, i singoli tratti non devono essere troppo lunghi. 
Altimetro
L'altimetro è un barometro aneroide che sostanzialmente misura la pressione atmosferica a mezzo di un diaframma elastico; il movimento del diaframma viene amplificato meccanicamente e trasmesso a un indice che ruota su un quadrante. Data la corrispondenza tra pressione atmosferica e quota si può tarare la scala del quadrante in metri sul livello del mare. Poiché la pressione varia anche con le condizioni atmosferiche, occorre tarare l'altimetro in base a quote note il più spesso possibile e fare verifiche ad intervalli frequenti. 
La conoscenza della quota permette all'alpinista di individuare la propria posizione con carta, bussola e un solo punto noto. Con il procedimento già visto, si traccia sulla carta la linea passante per l'unico punto noto. Essa intersecherà la curva di livello corrispondente alla quota indicata dall'altimetro nel punto di stazione cercato. L'operazione è tanto più precisa quanto più la direzione utilizzata è ortogonale alle curve di livello (quindi al pendio). 
Ricordiamo che l'altimetro può essere utilizzato come barometro mantenendolo in stazione fissa. 
(Figura 6) ( Figura 7) (Figura 8) ( Figura 9) (Figura 10) (Figura 11)
Equipaggiamento per un'escursione