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Le Memorie storiche sulle opere d'Arte antiche site nella Valle di Scalve 
comunicate alla Regia Soprintendenza  1914
 
a cura della "Biblioteca Comunale di Vilminore" - trascrizione: Duci Simona 

Comune di Oltrepovo

Chiese
S. Michele in Teveno, capoluogo
Oratorio di S. Nicola di Tolentino
S. Gottardo, Parrocchia di Bueggio
S. Rocco, Parrocchia di Pezzolo
La Natività della B.V.M. in Nona

Parrocchiale di SS. Michele e Bernardo in Teveno, capoluogo - Credo sia costruzione della fine del 1500 o del principio del 1600 con nulla di rimarchevole - Uno snello elegante portichetto sostenuto da due colonne e da due pilastri, fu distrutto per l'ampliamento della chiesa dal lato della facciata.
V'ha di considerevole la tribuna in legno proveniente dalll'antichissima Pieve di Scalve distrutta. ((X) Opera di Giovanni Lanzini di Adro abitante a Brescia aiutato anche da certo Lorenzo Fachinetti e da Stefano Scalvini tutti di Brescia, fatta nel 1598 e allogata nella Pieve 24 ottobre 1599 - Finita per l'indoratura nel 1604 costò £. 3000) quantunque deteriorata, mutilata, mancante cioè di molti puttini recanti gli arnesi della Passione, stati rimessi dal carbonaio intagliatore Stefano Tagliaferri Fantina abbastanza bene, presenta sempre un tipo d'opera d'arte del 1598, con doratura come a foglia doppio (?) e di sceltissimo oro giallo di zecchino - Alle cappelle laterali nulla di rimarchevole (N.Zib.F. pag momoria del Palamini) Autore di questa bella tribuna è Giò: Lanzini di Adro, coi suoi lavoranti Lorenzo Facchinelli e Stefano Scalvini di Brescia.

- Oratorio di S. Nicola da Tolentino Poco o nulla d'arte nell'interno.
Tela.
Affreschi
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La Parrocchia di Teveno si separò nel 1545 da S. Maria di Vilminore.

Bueggio - Parrocchiale di Bueggio, dedicata a S. Gottardo - E' un bel caso di chiesa a croce e specie di cupola sopra la croce - La si vuole disegnata da un Morzenti del luogo dilettante d'architettura con quattro cappelle nella navata ed un piuttosto ampio presbiterio. Ha buone tele tra cui una del Crocifisso d'ignoto, che credo di pregio.
La tela del rosario ha la scritta: "Antonius Moronus Luerensis fecit // anno MDCLXXXI.
Internamente sopra la porta principale un affresco dell'Albrici Enrico da Vilminore.
All'altar maggiore una sontuosa tribuna in legno acquistata da Fantoni nel 1734. 1°. Maggio, costo £. 1070 (Diario di Comino Morzenti).
Negli altri quattro altari laterali e nell'Ancona vi sono buoni lavori d'intaglio anche di Piccini di Nona ed anche anteriori a Piccini, stile del 1600.
Noto ancora due banchi in noce a traforo, che si voglio dell'antica famiglia Bianchi o Morzenti - Noto che nel 1600 i Bianchi veri si estinsero e ne fu raccolto il cognome e l'eredità da un ramo dei Morzenti, entrambe famiglie agiate e che ebbero persone che le fecero distinguere dalla comune - Tuttavia le case dimostrano una certa qualificazione e sono a Bueggio di sopra. Queste case erano ricche di mobili antichi nonché di carte e pergamene certo raccolte e conservate da più notai e sacerdoti, di fama avuti. Ad un Sig. Giò: Battista Bianchi, morto nonagenario da pochi anni spetta un Ms. sulla Valle di Scalve.

Pezzolo - Parrocchia di S. Rocco in Pezzolo - Costruzione del XVII secolo, separatasi da S. Maria di Vilminore in detto secolo - La corniciatura é tutta a stucco intagliata con bell'effetto d'indoratura recente.
Tele.
Affreschi.
Ha una magnifica, splendida gentile e geniale tribuna in legno dorato dal nostro Piccini, - deteriorata nei gradini e basamento, su disegno dell'Ing. Arch. Giò: Tagliaferri, queste parti furono sostituite in marmo, ma il fatto del legno col marmo, costituisce un complesso ibrido che non può fare buon effetto, mentre preso parte a parte sono cose ottime di pregio per la forma e per la fine esecuzione. La parte del Piccini e della doratura si direbbe insuperabile. Le velature dei panneggiamenti, l'oro splendente in tutto, a fatica se ne può distrarre l'occhio.
Oratorio, già romitaggio di S. Giacomo. Chiesuola celebrata nella ricorrenza del Patrono, non ne conosco le particolarità.

Nona - Parrocchiale della Natività della B.V.M. in Nona - E' una chiesuola bellina, e spetta al principio del 1600. Anche il piccolo campanile ha bella forma e svelte proporzioni - Come quasi tutte le chiese di quei secoli, anche questa é dotata di grazioso portichetto che protegge esternamente la porta principale le cui imposte in noce intagliate da Piccini, meritano di essere conservate - Il Parroco Piantoni morto lo scorso anno ha fatto assai e giudiziosamente per questa chiesa.
Tele.
Affreschi.
Patria dell'intagliatore Giò: Giuseppe Piccini, allievo dei Ramus e poi dei Fantoni ha dotato la sua chiesa di bellissime opere.
a) Una pace in bosso di mirabile minuta esecuzione, ammirata dai forestieri.
b) Un Palliotto sul quale si spiega in giro al centro un tralcio di vite vi ha intrecciato le figure bellissime della genealogia evangelica della Vergine. E alquanto mutilato nelle testine, nelle estremità, ma é sempre un'opera classica che basta da se a far conoscere Piccini. - Segue un bel confessionale in noce, e alcune statuette tra cui una dell'Immacolata sempre dello stesso pregio.
La tribuna in legno con modesta ornamentazione, ma con doratura di splendido oro e soda esecuzione, spettante al principio del 1600, fu conservato da Piccini, ed il sullodato Parroco Piantoni, con giudizioso pensiero, avendola fatta sostituire da altra in marmo con tutto il resto dell'altare, mediante due mensole fu allogata di rimpetto alla Cantoria in cornu Evangelij. La popolazione e gli studiosi d'arte hanno ammirato la riguardosità del Parroco Piantoni.
Le opere di Piccini sono spesso attribuite ai Fantoni. Tale avvenne del Giurì dell'esposizione Sacra di Brescia del 1904, che attribuì a Fantoni il palliotto di Picini nella chiesa Parrocchiale di Breno (Valcamonica), e tale, almeno per la parte superiore del genuflessorio in noce nel Museo Poldi Pezzoli di Milano, detto senza forse di Fantoni. Il fatto che Picini fino agli ultimi anni del 1600 deve aver collaborato coi Fantoni in moltissime opere, il nome, naturalmente dovette restare alla celebre Ditta, ma chi ha studiato Piccini dal principio alla fine, anche nella sua evoluzione da gusto secco e ricco dei Ramus al festoso chiesastico dei Fantoni trova discernere in un'opera la parte Fantoni, nodosa, forte, sublime, da quella paradisiaca, gentile, quieta, contemplativa del Picini, le cui statuette e putti sono fiatanti.
La casa di Picini é tuttavia visibile, la cui porticina stemmata sull'arco, ha le due imposte in noce tempestate di chiodi dalla capocchia a punta.
Corpo della chiesa - Anni sono, mentre il volto minacciava fu ristabilito, rifatto, ma non furono salvate le finestre di sagomatura lobata senza colonnette. Discono ora la quadrattona ad esse sostituita. Questo avvenne però prima che io fossi chiamato a sorvegliare le cose d'arte.

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